Buridda, street parade con gran finale a tagliare col flessibile i cancelli di via Bertani. Duecento attivisti entrano nell’ex centro sociale

Il ragazzi del centro sociale sfrattato dall’ex Magistero tornano a nella vecchia sede a due passi da piazza Corvetto da cui gli attivisti furono cacciati nel 2014. Ci erano tornati per un giorno il 3 giugno dello scorso anno denunciando che i seimila metri quadrati della struttura erano (e sono) ancora abbandonati

Nel 2023 i giovani del laboratorio sociale Buridda si fermarono solo qualche ora, giusto il tempo di denunciare che dei faraonici progetti promessi non se ne era fatto nulla. Un anno e cinque mesi dopo le cose non sono cambiate.

Il 30 luglio scorso il laboratorio sociale è stato sgomberato anche dall’ex facoltà di Magistero, in corso Montegrappa, dove i ragazzi si erano spostati dopo lo sgombero di via Bertani.
Oggi, a partire dalle 14, per le vie attorno al centro storico (con partenza da Caricamento, tappe a Principe, Nunziata, Portello e arrivo a Corvetto) si è snodata la street parade della “città di sotto” con dj e organizzazione che ha pensato a tutto, compreso uno “spazio safe” con distribuzione di tappi per le orecchie per chi non sopportasse il rumore, acqua e zucchero e volontari impegnati ad assistere chi non dovesse sentirsi bene in una “zona comfort lontano da rumori e fumogeni”. Gli organizzatori hanno anche chiarito in anticipo che «ogni forma di molestia e violenza non sarà tollerata».
Un gruppo di ragazzi del laboratorio sociale occupato autogestito Buridda, al termine del corteo, è poi salito verso l’edificio di via Bertani 1. In duecento sono entrati nell’edificio, dove sono tutt’ora.
Durante la campagna elettorale, l’allora sindaco e candidato presidente (poi eletto) Marco Bucci aveva detto che ci sarebbe stata una sorta di trattativa con gli attivisti del Buridda, i quali avevano prontamente smentito, spiegando che lo avevano incontrato alla fine di agosto per ascoltare. L’unica proposta, avevano detto, erano stati i forti, «raggiungibili con una comoda funivia», avevano ironizzato. Non c’è stato alcun altro incontro.
Stasera i duecento attivisti hanno tagliato le catene dei cancelli col flessibile. La Digos, che ha seguito tutta la manifestazione, ha deciso di non intervenire.


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